L’Italia è un Paese di persone superstiziose

Un business oscuro e fiorente: ogni anno 12 milioni di italiani si affidano a maghi e medium, con un giro d’affari di 6 miliardi di euro. Solo il 3% delle vittime di abusi e truffe denuncia, mentre il 98% delle prestazioni avviene in nero, alimentando l’economia sommersa.

L’Italia è un Paese di persone superstiziose.

Questo è quanto emerso dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Antiplagio, reso pubblico nelle scorse settimane. Secondo tale ricerca, sono circa 12 milioni le persone, ovvero il 20% della popolazione nazionale, che nel nostro territorio, si rivolgono a maghi, cartomanti, guaritori e medium, per ricevere da loro aiuti, rassicurazioni o consigli.

Sempre stando ai dati raccolti, ognuno di loro spende a testa 500 euro per ottenere questa consulenza, che si svolgono soprattutto online o telefonicamente e al cui termine, molto spesso, non si riceve una fattura per il pagamento effettuato.

L’Osservatorio, infatti, ha sottolineato che circa il 98% di queste prestazioni mistiche rientrano nelle attività a nero, che tanto affliggono il nostro sistema fiscale.

Impressionante è il valore economico che queste attività generano a livello nazionale, rilevato dalla suddetta ricerca. Quest’ultima, difatti, è servita per stabilire che il giro d’affari intorno ad occultisti e veggenti, arriva a 6 miliardi di euro ogni anno.

La regione dove questi consulenti si trovano di più è la Lombardia con una quota interna di 2.5 mila maghi e 180 mila clienti, i quali arrivano a spendere nel loro, insieme, 90 milioni annui.

Altro dato allarmante è che solo il 3% dei clienti quando vittime di molestie, rituali a sfondo sessuale, raggiri, manipolazione o di finte procedure curative, denunciano i fatti alle autorità.

La clientela è composta per il 68 % da donne e la domanda di questo tipo di servizi è aumentata durante e dopo il Covid. Il coordinatore nazionale dell’Osservatore Antiplagio, Giovanni Panunzio, ha dichiarato che loro ricevano all’incirca  un migliaio di segnalazioni all’anno, quasi sempre anonime,  per un totale di 28 mila in 30 anni di raccolta, ma sono sicuri che  il fenomeno è molto più ampio e nascosto.

Elisa Marino, Lumi Online Journal

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